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Oggi il Consiglio straordinario. Sul tavolo anche la risposta comune su Gaza e i "metodi" di Trump

Peggio che camminare sulle uova: stavolta l'Ue è costretta a muoversi sull'acqua. E tenere il passo dei repentini annunci e disannunci di The Donald. Dopo le sferzate sui dazi, ieri sera ha detto che non imporrà più tariffe aggiuntive del 10% sui prodotti provenienti da Danimarca, Norvegia, Svezia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Olanda e Finlandia dal 1° febbraio. Avrebbe infatti "creato il quadro per un futuro accordo sulla Groenlandia" con il segretario generale della Nato Rutte. Gli europei, specie gli 8 Paesi che hanno inviato mini-contingenti a Nuuk senza cappello Nato per assecondare Copenaghen, restano guardinghi. Oggi toccherà al Consiglio europeo parlarne al vertice straordinario a Bruxelles a cui prenderà parte anche Von der Leyen. La presidente della Commissione europea ieri non si è fermata a Davos: avrebbe dovuto incontrare Trump, a cui anche il cancelliere tedesco Merz aveva chiesto un colloquio. Hanno scelto di far saltare i bilaterali, ufficialmente causa ritardo dell'arrivo della delegazione statunitense. Prendere tempo in cerca di unità continetale.