Presidente Sergio Dompé, lei ha un cimelio: la tessera numero 1 del Bob Club Cortina, anno 1952-53. Era di suo padre Franco. Ci racconta la storia?

«Mio padre, nato nel 1911, scoprì Cortina d’Ampezzo, e soprattutto la pista da bob, giovanissimo. Era una pista naturale che risaliva agli anni Venti, con livelli di sicurezza lontani anni luce da quelli odierni. Ed era l’unica esistente in tutta Italia. Mio padre, che era uno sportivo nato, si innamorò del bob, uno sport che era pura adrenalina, e cominciò a praticarlo. Consideri che all’epoca partire da Milano per raggiungere Cortina era davvero un viaggio: otto ore».

Sergio Dompé, presidente esecutivo dell’omonima azienda biofarmaceutica e della Fondazione Dompé nata nel 2000 con lo scopo di abbattere le barriere socioeconomiche all’educazione universitaria e promuovere lo sviluppo delle professioni del futuro nell’ambito delle discipline Stem, ieri sera era allo Sliding Center per il primo evento medaglia del bob di questi Giochi. Entusiasta: «Una pista me-ra-vi-gliosa».

Veramente una pista contestatissima.

«Io ho visto una pista che offre un inserimento naturale bellissimo. Ma la parte più significativa è quella delle emozioni che riesce a trasmettere: c’è un’alea magica, un senso di partecipazione, di competizione e al tempo stesso di coniugazione tra le persone incredibile. Sembra di rivivere lo spirito pionieristico d’inizio Novecento».