Mentre l'intero Paese si augura che la vicenda del bimbo di Napoli al quale è stato trapiantato un cuore danneggiato possa ancora concludersi con un esito positivo a preoccupare ora è anche il rischio che questa storia possa portare ad una 'fuga' dalle donazioni, un cosiddetto effetto 'rebound' paventato dal ministro della Salute Orazio Schillaci e per evitare il quale associazioni ed esperti lanciano un appello ai cittadini, affinché esprimano un 'sì' alla donazione senza perdere fiducia nel sistema dei trapianti.
"Speriamo ancora che si possa trovare una soluzione per questo piccolo paziente", ha affermato Schillaci, sottolineando la necessità di fare chiarezza: "Bisogna capire cosa è successo per non far perdere la fiducia dei cittadini verso un atto di grande altruismo che è quello di donare".
Non è infatti escluso "un effetto rebound", ma "negli ultimi anni abbiamo fatto campagne e il risultato è stato evidente perché il numero di donazioni è aumentato in molte Regioni. Vogliamo continuare su questa strada e perché ciò avvenga - ha spiegato il ministro - è importante fare chiarezza e togliere ogni dubbio". In realtà, nell'ultima settimana, dopo l'eco mediatica del caso, si è già registrata una leggera flessione nelle volontà alla donazione e qualche revoca alle volontà già espresse ma al momento non c'è una situazione di allarme, affermano dall'Associazione italiana per la donazione d'organi (Aido).














