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16 FEBBRAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 15:42

Un fondo di investimento in un paradiso fiscale ai Caraibi. Due società in un’isola nell’Oceano Pacifico che investivano nel fondo attraverso tre banche in Svizzera. Al centro dello schema l’ex moglie e i 4 figli di Herman Galushchenko, l’ex ministro ucraino dell’Energia coinvolto nell’inchiesta “Midas” e arrestato domenica mentre tentava di fuggire all’estero. Un complicato gioco di scatole cinesi usato, secondo l’Ufficio nazionale (Nabu) e la Procura specializzata anti-corruzione (Sapo), per riciclare oltre 100 milioni di dollari frutto delle tangenti imposte sugli appalti del settore energetico, già in ginocchio dopo anni di bombardamenti russi.

Tutto comincia nel febbraio 2021 quando sull’isola di Anguilla, territorio britannico d’oltremare nei Caraibi orientali iscritto nella lista nera Ue dei tax haven, viene registrato un fondo “che avrebbe dovuto attrarre circa 100 milioni di dollari di investimenti”, specificano i pm. L’operazione è orchestrata dal gruppo che gravita attorno a Timur Mindich, ex socio di Volodymyr Zelensky e deus ex machina di quella che gli inquirenti chiamano la “lavanderia“. Il fondo viene intestato a un conoscente di lunga data dell’organizzazione, un cittadino delle Seychelles e di Saint Kitts e Nevis, lo Stato sovrano più piccolo dell’emisfero occidentale situato come Anguilla nelle Piccole Antille, che aveva il compito di riciclare le mazzette.