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16 FEBBRAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 14:46

È la versione elettronica della moneta emessa dalla Banca Centrale Europea: una forma di contante digitale, garantita direttamente dall’Eurotower, che affiancherebbe banconote, monete e circuiti di pagamento private. L’euro digitale, che se tutto va bene potrebbe essere sperimentato dal 2027 per arrivare alla prima emissione ufficiale nel 2029, punta ad offrire a cittadini, imprese e istituzioni un modo sicuro, pubblico e diretto di effettuare pagamenti nel futuro digitale.

Oggi, quando paghiamo con una carta di credito o con un’app, il valore che trasferiamo arriva da un deposito presso una banca o un intermediario privato. Siamo quindi ancora fortemente dipendenti da infrastrutture di pagamento e sistemi finanziari privati, che hanno costi, regole proprie e, in alcuni casi, limitazioni nei servizi offerti. L’euro digitale punta a colmare questa lacuna: è un’alternativa neutrale, garantita dalla Bce stessa, da usare per scambi quotidiani, sia online sia offline, in modo più semplice, immediato e potenzialmente più economico. Ma è anche uno strumento di “sovranità monetaria” che sfida la privatizzazione dei pagamenti tramite le stablecoin sponsorizzate da Donald Trump.