Federica Brignone ha assaporato sino all’ultimo secondo ogni emozione vissuta in una giornata storica per l’Italia intera e per se stessa tra pratiche burocratiche, festeggiamenti sul podio, l’Inno di Mameli, i bagni di folla prima e dopo l’approdo al quartiere generale della nazionale italiana, dove ha ricevuto l’abbraccio dei propri tifosi. «È stato un capolavoro. Ancora di più dell’altro. Dopo quell’oro qualche domanda te la fai, un po’ di stress in più c’è. Il gigante è la disciplina in cui c’è più stress, non c’è da nascondere visto che ci sono due manche, in più con il buio che arriva, scendi con il 30 con tutti che ti aspettano. Non è sicuramente la cosa più facile, quando ho tagliato il traguardo ho sentito il boato e ho detto: “Ti prego, ti prego”. È stato incredibile».

Brignone, come ha preparato questa gara che a tutti è apparsa tecnicamente perfetta?

«Sono arrivata alla partenza, mi sono scaldata e mi sono un po’ calmata. Ho dovuto veramente forzarmi per dirmi: “Devi farcela, devi scendere”. Non volevo scendere, era troppo difficile. Però dovevo farlo e ho provato a farlo al meglio. Poi durante la gara sei proprio in un altro mondo, perché comunque sei in uno stato di massima concentrazione, di allerta, quello stato di quando hai paura di morire».