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Roma, 16 feb. (askanews) – Organizzati eventi in Russia e in altri paesi, come la deposizione di fiori al cimitero di Mosca dove si trova la sua tomba, per ricordare Alexei Navalny, figura di spicco dell’opposizione russa, nel secondo anniversario della sua morte.

Una ricorrenza che arriva proprio mentre Germania, Svezia, Paesi Bassi, Francia e Regno Unito hanno affermato che le analisi dei resti di Navalny, morto in una colonia penale in Siberia, hanno mostrato tracce della potentissima tossina epibatidina, presente nella pelle delle rane frecce dell’Ecuador, che dimostrerebbe il suo avvelenamento.

Navalny, tra i maggiori oppositori del presidente Vladimir Putin, stava scontando una condanna a 19 anni che riteneva motivata da ragioni politiche e nel 2020 era già sopravvissuto a un tentativo di assassinio con l’agente chimico Novichok.

A margine della Conferenza sulla Sicurezza di Monaco di Baviera, Yulia Navalnaya – sua moglie – ha partecipato, con il team di Navalny, che lavora in esilio, a una conferenza stampa insieme a leader europei che hanno portato avanti la tesi dell’avvelenamento. “Ero certa che si trattasse di un omicidio – ha detto – in quel momento erano solo parole ma oggi queste parole sono diventate un fatto scientificamente provato. Sono grata ai governi dei paesi europei che hanno lavorato insieme per ottenere la verità e oggi lo sappiamo”.