Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.

Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.

Nel 2019 e nel 2020 il pm e consigliere Csm tuonava: "Privilegiare il criterio dell'appartenenza a una corrente o a una cordata di magistrati è molto simile all'applicazione del metodo mafioso". Oggi Nordio dice le stesse cose ma scoppia la bufera

Le date sono importanti come le parole. 15 settembre 2019, il pm antimafia Nino Di Matteo, presentando in streaming la sua candidatura al Csm contro la "degenerazione del correntismo", tuonava: "L'appartenenza a una cordata è l'unico mezzo per fare carriera e avere tutela quando si è attaccati e isolati, e questo è un criterio molto vicino alla mentalità e al metodo mafioso".

Le date sono importanti come le parole. 1 ottobre 2020, ospite a Non è l'arena di Massimo Giletti, Nino Di Matteo, consigliere del Csm, stigmatizzava: "Io dissi, lo riderei e lo affermo anche oggi che privilegiare nelle scelte che riguardano la carriera del magistrato il criterio dell'appartenenza a una corrente o a una cordata di magistrati è molto simile all'applicazione del metodo mafioso, la valutazione del lavoro di un magistrato o le nomine fatte per incarichi direttivi nei confronti di un magistrato condizionate da un criterio dell'appartenenza sono assolutamente inaccettabili, lo dissi allora, lo ripeto ancora e adesso che sono stato eletto al Consiglio superiore della magistratura la mia battaglia attuale e futura sarà sempre quella di cercare di dare un taglio netto o di contribuire a dare un taglio netto a questa mentalità".