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Nello scambio di opinioni anche le toghe di Md ammettono storture e mali della categoria. "Perché Nordio non avrebbe dovuto approfittarne?"
A microfoni spenti e senza telecamere i magistrati (pubblicamente schierati al referendum per il No alla riforma sulla separazione delle carriere) ammettono la verità: "L'attuale situazione deriva dalla sfrenata sete di potere che affligge i magistrati". Il Giornale è venuto in possesso di alcune mail riservate, scambiate tra le toghe nella mailing list dell'Anm, l'associazione al cui timone c'è Cesare Parodi, che guida il fronte del No al referendum sulla riforma della giustizia.
Le chat private svelano il vero obiettivo della battaglia referendaria: occupare una posizione prettamente politica. Nel segreto delle chat, i giudici confessano mali e storture della magistratura italiana. È il 5 gennaio scorso, inizio dell'anno. Quando quattro magistrati si scambiano opinioni nella mailing list dell'Anm. È una conversione utile a capire l'idea che gli stessi magistrati hanno dei loro colleghi. Il Giornale ha deciso di pubblicare il contenuto delle chat, anche perché ormai lo scontro tra toghe e governo Meloni sul referendum è all'apice.






