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15 FEBBRAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 13:17

È morto a Lione dopo alcune ore di coma il militante di estrema destra Quentin D. Il giovane 23enne era stato aggredito a margine di una conferenza dell’eurodeputata franco-palestinese da la France Insoumise Rima Hassan, a Sciences Po: secondo le prime ricostruzioni, faceva parte di una sorta di “servizio d’ordine” intervenuto per scortare un gruppo di manifestanti femministe del collettivo di estrema destra “Némésis” che hanno contestato il comizio. Stanto alle testimonianze, il giovane è stato accerchiato da un gruppo della galassia cosiddetta “antifa”, che proteggeva il comizio della esponente di LFI e picchiato violentemente con pugni e calci alla testa. La procura indaga per lesioni mortali aggravate, ma al momento non sono stati individuati i responsabili.

Nelle scorse ore, il presidente della Repubblica Emmanuel Macron ha lanciato un appello a condannare “gli autori di questa ignominia”, invitando però “alla calma, alla prudenza, al rispetto”. “Nella Repubblica – ha aggiunto il presidente su X – nessuna causa, nessuna ideologia, giustificheranno mai che si uccida. Perseguire, portare davanti alla giustizia e condannare gli autori di questa ignominia è indispensabile. Per l’odio che uccide non c’è posto da noi”. Nelle scorse ore, quando già le condizioni del ragazzo erano disperate, sedi e sezioni de La France Insoumise sono state assalite e danneggiate in diverse città. Il leader del partito, Jean-Luc Mélenchon, ha accusato l’ex ministro dell’Interno, il Républicains Bruno Retailleau, e Marine Le Pen di aver “coperto” gli aggressori e ripetuto “accuse senza fondamento contro gli Insoumis”.