L’obiettivo è sempre lo stesso: generare il caos, destabilizzare. Ottenere il massimo della visibilità sfruttando la risonanza mediatica, nazionale e internazionale, data dai grandi eventi, in questo caso le Olimpiadi, con attacchi dal costo relativamente basso e che quindi possono essere autofinanziati. Il timore del Viminale è che vengano prese di mira altre kermesse di rilievo. Una su tutte, pronta a partire: il Festival di Sanremo. Per i sabotaggi che ieri hanno di nuovo mandato in tilt le linee ferroviarie dell’alta velocità, provocando cancellazioni di treni e ritardi monstre, non c’è ancora una rivendicazione ufficiale, ma la mano sembra di nuovo quella della galassia anarchica. D’altronde, i nuovi danneggiamenti erano stati annunciati: «Fuoco alle Olimpiadi e a chi le produce», era il messaggio pubblicato tra le pagine del blog anarchico-antagonista Sottobosko, per celebrare le prime azioni, avvenuti il giorno dell’inaugurazione dei Giochi. Il testo proseguiva con una vera e propria chiamata alle armi: «È necessario armarsi degli strumenti della clandestinità, della decentralizzazione del conflitto e la moltiplicazione dei suoi fronti, dell’autodifesa e del sabotaggio, per sopravvivere ai tempi cui andiamo incontro».