Lo so, cara Giacomina, che sei il mio specchio. Che nel tuo silenzio vedi e senti tutto, anche quello che ogni tanto non vedo e non sento io di me stessa.
Sei un’asina, per natura una preda e hai una sensibilità estrema ai cambiamenti dell'ambiente dove vivi. So bene che lo fai per sopravvivere, anche se adesso sei a casa: la tua casa, la nostra fattoria, ma quando mi eviti io ci rimango male, molto male. Mi fa male il cuore.
In natura, devi capire al volo se un compagno di branco è rilassato o se ha avvertito un pericolo. Perché questa tempestività ti salva la vita da un lupo, un cacciatore, un terremoto improvviso. E hai anche ragione.
Ma io sono umana e ti voglio bene, più di quanto tu possa immaginare, e noi umani siamo molto sensibili allo stress. A noi il fieno non lo porta nessuno, e dobbiamo fare tante cose per cercare di vivere e farti vivere al meglio.
So anche, mia dolce Giacomina, che faccio parte del tuo branco, e ne sono lusingata, ma la mia stanchezza non sempre corrisponde a un imminente pericolo per te.






