Esiste un istante preciso, tra l’odore del fieno e il rumore ritmico del loro mangiare lento, in cui il confine tra noi e loro si sbiadisce sino a scomparire. Non serve la sella, non servono i comandi e gli speroni, e non serve certamente la voce. In quel momento, che tu sia davanti alla maestosità di un cavallo o alla fiera umiltà di un asino, accade qualcosa di magico: l’anima torna a casa e il cuore batte di più.
“Dialoghi con asini e cavalli”, nuova sezione di La Zampa, nasce per esplorare quel territorio di confine. Un luogo fatto di criniere intrecciate e scarmigliate, orecchie tese e sguardi profondi che sembrano leggere dentro di noi molto di più di quanto sappiamo fare noi stessi.
Perché i cavalli e gli asini? Perché loro non sanno mentire. Un cavallo è lo specchio implacabile delle nostre paure e della nostra forza. Sente quello che sei e so noi e anche quello di cui non abbiamo coscienza. Un asino è il custode della nostra pazienza o impazienza e della capacità di restare nel presente, in quel luogo che a noi umani non piace tanto: il qui e ora.
Il legame che ci unisce a questi animali non è fatto solo di lavoro o di sport, è un’alchimia ancestrale che ci sussurra che siamo parte della stessa terra.In questo spazio settimanale, non parleremo di tecnica o di gestione dell’animale, non parleremo di gare sportive e di addestramento.






