La Chiesa scende in campo a carte scoperte per il No al referendum sulla giustizia. L’espressione, sobria ma inequivocabile, restituisce un orientamento ormai difficile da velare: la gerarchia ecclesiale sta assumendo una posizione chiara — pur nella forma misurata che le è propria — in vista del voto del 22 e 23 marzo sulla cosiddetta Riforma Nordio. A rendere plastica questa presa di posizione sarà monsignor Francesco Savino, vicepresidente della Conferenza episcopale italiana (Cei), che il 13 marzo interverrà a Roma in un incontro dal titolo inequivocabile: «L’insofferenza per lo stato di diritto e il nuovo volto del capo». Al suo fianco, Silvia Albano di Magistratura Democratica — voce critica del governo Meloni e paladina del No alla riforma — e il costituzionalista Francesco Pallante, oppositore dichiarato della riforma. La presenza di Savino, figura rampante e mediaticamente molto attiva della Chiesa italiana, non sorprende chi conosce il suo impegno pubblico degli ultimi anni.
Referendum giustizia, il vice capo dei vescovi italiani andrà al convegno per sostenere il No
La Chiesa scende in campo a carte scoperte per il No al referendum sulla giustizia. L’espressione, sobria ma inequivocabile, restituisce un orie...











