TREVISO - «Ho un lavoro. Ma sognavo delle entrate extra, per arrotondare. Il trading online in criptovalute mi era sembrata una buona opportuna. Poi, però, sono stato trascinato in un vortice». Marco, 38 anni, ripercorre così le tappe che l’hanno portato sul baratro. All’inizio l’attività quotidiana sulle piattaforme sembrava quasi un gioco tra azioni da acquistare e da rivedere anche dopo poche ore.

Dopo aver perso i primi soldi, il desiderio di provare subito a recuperarli, impegnandone altri, ha ingigantito i buchi. La compulsiva compravendita online è diventata un'ossessione. Con dinamiche del tutto simili a quelle della dipendenza patologica da gioco d’azzardo. «Le perdite e la voglia di recuperarle mi hanno tolto il sonno - spiega il 38enne - ed è andata in frantumi anche la serenità in famiglia. Un incubo».

Non si tratta di un caso isolato. Nel 2023 il dipartimento per le dipendenze dell’Usl seguiva solo una persona per trading online. Ma in poco più di 2 anni il fenomeno è esploso. E oggi nei distretti di Treviso, Asolo e Conegliano sono 15 le persone prese in carico per la stessa ossessione. I buchi sono arrivati anche a 150mila euro. Le piattaforme che promettono di far fare soldi nel mondo della finanza sono pubblicizzate ovunque in internet, soprattutto nei social network. A volte vengono anche venduti dei corsi, sempre online, che assicurano di svelare tutti i trucchi da trader. Ma oltre alle truffe, che non mancano mai, il sistema rischia di trasformarsi in una vera e propria trappola per chi non ha un’adeguata preparazione.