Sequestrato dai carabinieri del Nas di Napoli il contenitore utilizzato per trasportare il cuore - poi risultato danneggiato - trapiantato al bimbo di due anni e quattro mesi che ora si trova in coma farmacologico nel reparto di terapia intensiva dell'ospedale Monaldi.
Sul box, un vero e proprio sistema di conservazione e trasporto organi, progettato per mantenere l'organo a temperature controllate, è prevista una perizia da parte di consulenti che verranno appositamente nominati dagli inquirenti. I quali stanno cercando di capire perché il cuore che veniva a Bolzano sia arrivato in condizioni critiche.
Intanto il ministero della Salute ha l'invio di ispettori all'ospedale di Bolzano dove è stato espiantato il cuore assegnato per un trapianto al piccolo Tommaso a Napoli all'ospedale Monaldi. Lo si apprende da fonti del Ministero. Gli ispettori dovranno fare chiarezza sulla vicenda, dal traporto alla decisione dell'intervento con l'organo che sarebbe stato danneggiato nel trasporto utilizzando ghiaccio secco invece di normale ghiaccio.
«Dobbiamo capire come è stato possibile non distinguere del ghiaccio freddo (secco, ndr) che ha una temperatura di -75 gradi rispetto al ghiaccio ordinario che va dai zero ai 4 gradi: il cuore è arrivato congelato, bruciato da ustioni da freddo», ha detto, a Storie Italiane della Rai, l'avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia del piccolo. «Per quanto si possa dire che i tempi erano stretti - continua l'avvocato Petruzzi - e che l'impianto e l'espianto dovevano essere contestuali, a mio avviso l'organo da impiantare andava a comunque verificato prima di espiantare il cuore che consentiva comunque al piccolo di vivere la sua vita». «Non è chiaro chi abbia materialmente confezionato il box per trasportare il cuore, - ha detto ancora Petruzzi - i reati di natura colposa sono anche di natura omissiva e non solo di natura attiva: dato che il dovere di vigilare era dell'istituto ricevente, cioè del Monaldi, chi è partito dal Monaldi per andare a espiantare e a prendere il cuore anche se materialmente non ha preparato il box doveva comunque vigilare sulla preparazione del contenitore».











