La tutela dei minori è storicamente uno degli argomenti alla base di scelte commerciali da parte di big tech e decisioni politiche di governi e istituzioni a-nazionali. Le strategie del comparto IT - oggi più evanescentemente definito “digitale” - si sono progressivamente evolute secondo una strategia che potremmo definire del “pifferaio magico”.

Questa strategia si è evoluta secondo tre direttrici.

La prima è stata indurre gli utenti a intrappolarsi da soli nelle “gabbie dorate” fatte di software e piattaforme in modo che una volta entrati non ci fosse la volontà - ancora prima della possibilità - di uscirne.

La seconda è stata quella che porta la rana bollita della metafora scientificamente sbagliata ma sociologicamente efficace a tollerare senza accorgersene progressivi aumenti della temperatura (cioè, fuor di metafora, del condizionamento) fino al punto di non ritorno.

La terza è quella della “televisionizzazione” delle piattaforme come pilastro dell’economia basata sull’inesistente valore dei like. Da un lato gli utenti fruiscono —o meglio, bruciano— contenuti effimeri di qualsiasi natura e qualità, dall’altro fanno di tutto per realizzare questi contenuti da consumare in rapida e inconsapevole successione.