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12 FEBBRAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 20:08
L’arresto non è stato convalidato, ma per il gip del Tribunale di Imperia c’è il rischio di inquinamento delle prove. Per questo Manuela Aiello, la 43enne accusata di aver ucciso la figlia di soli due anni, resta nella Casa Circondariale di Genova-Pontedecimo. Il giudice Massimiliano Botti ha emesso la misura cautelare ravvisando i gravi indizi di colpevolezza e l’inquinamento probatorio come esigenza cautelare. Era stata proprio lei a chiamare i soccorsi riferendo di aver trovato la bimba priva di sensi nella villetta a Bordighera, in provincia di Imperia. Gli accertamenti sul cadavere della piccola Beatrice avevano riscontrato dei lividi e la donna era stata arrestata per omicidio preterintenzionale. Nel frattempo, le altre due figlie di 9 e 10 anni sono state trasferite in un istituto.
La decisione è arrivata nel primo pomeriggio del 12 febbraio: in mattinata si era tenuto l’interrogatorio di convalida nel carcere di Imperia. La donna, assistita dagli avvocati Bruno Di Giovanni e Manuela Corbetta, si è collegata da remoto e ha risposto alle domande del giudice. In sua difesa, Aiello ha dichiarato di non aver mai usato violenza nei confronti delle figlie, descrivendole come le sue stesse ragioni di vita: “Mi farò quarant’anni, ma la verità deve emergere per forza”.











