Monaco di Baviera, 12 feb. (askanews) – Prenderà il via domani, all’Hotel Bayerischer Hof di Monaco di Baviera, la tre giorni della 62esima Conferenza sulla Sicurezza di Monaco, principale appuntamento globale in materia di sicurezza, difesa e relazioni internazionali, che forse mai come quest’anno cade in un momento di eccezionale incertezza, caratterizzato da crisi sovrapposte, crescenti tensioni geopolitiche e profondi cambiamenti sistemici. Non a caso il Munich Security Report 2026, rapporto che funge da spunto di discussione per la Conferenza, si intitola “Under Destruction” e descrive un mondo entrato nell’era della “politica della demolizione”, se non proprio in quella di una distruzione totale dell’ordine internazionale post-1945 guidato dagli Stati Uniti.
Alla Munich Security Conference 2026 sono attesi oltre 60 capi di stato e di governo, quasi 90 ministri degli Esteri e della Difesa e i vertici di 40 organizzazioni internazionali. Circa 120 gli stati rappresentati e mille i partecipanti totali.
Tra gli ospiti più attesi figurano il segretario di stato americano Marco Rubio, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, il ministro degli Esteri cinese Wang Yi, il cancelliere tedesco Friedrich Merz, il presidente francese Emmanuel Macron e il premier britannico Keir Starmer. Per la Ue ci sarà la presidente della Commissione Ursula von der Leyen, e l’alta rappresentante per Affari esteri e politica di sicurezza Kaja Kallas, mentre la Nato sarà rappresentata dal segretario generale Mark Rutte. Per l’Italia arriveranno il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani e il ministro della Difesa Guido Crosetto. La Russia, anche se formalmente invitata, non sarà presente, così come l’Iran.











