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12 FEBBRAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 14:58

Sono circolate sui cellulari degli addetti al settore le immagini di quel terribile infortunio. Perché ai Campionati italiani di slalom gigante, venerdì 3 aprile, in Val di Fassa, non c’è nemmeno la copertura televisiva. È un video amatoriale, lei inforca una porta con metà corpo, si insacca, la gamba sinistra ha una torsione così innaturale da far venire i brividi. Si capisce subito che è grave. E infatti lo è. Gravissimo: rottura di tibia, perone e crociato anteriore. Di fatto, il peggio che possa capitare.

La notizia dell’infortunio arriva come un fulmine a ciel sereno, quando ancora si festeggia la seconda Coppa del mondo generale. Già, facciamo un passo indietro: finali di Sun Valley, 22 marzo, Idaho. Mancano tre gare alla fine della stagione, ma per via delle condizioni meteorologiche avverse la discesa libera viene cancellata. E siccome Federica Brignone ha più di 300 punti di margine sulla più immediata inseguitrice, l’elvetica Lara Gut-Behrami, ecco che il trionfo è suo. Vince la seconda sfera di cristallo. Qualcosa che non ha fatto nemmeno Deborah Compagnoni, persino meglio di Alberto Tomba. Lo fa con autorevolezza, lo fa portandosi a casa anche la Coppa di gigante e di discesa libera, zittendo chi aveva storto il naso dopo l’affermazione del 2020. “Ha vinto durante il Covid, Mikaela Shiffrin non ha preso parte a tutte le gare” si diceva.