Roma, 12 feb. (askanews) – Il sogno che diventa realtà, dieci mesi dopo l’infortunio che aveva fatto tremare tutto. Federica Brignone, firma la gara della vita e conquista l’oro nel superG alle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026. A 35 anni l’atleta dei Carabinieri completa la collezione olimpica e scrive una delle pagine più intense dello sport azzurro. La portabandiera italiana parte con il pettorale numero 6 e scia come se il tempo non si fosse mai fermato. Come se quei mesi di riabilitazione, dubbi e paure fossero stati soltanto una parentesi lontana. Sul tracciato disegnato dall’allenatore norvegese – una pista piena di trappole, curve cieche e linee da interpretare – cadono in cinque tra le prime nove al via. Tra loro anche alcune delle favorite.

Disegna i curvoni in velocità con una sicurezza che altre, come Aicher e Weidle, non riescono a trovare. Resta alta dove serve, attacca quando la pista lo consente, non sbaglia un ingresso. Sotto gli occhi del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e di Deborah Compagnoni, ferma il cronometro su 1’23″41. Un tempo che nessuna, dopo di lei, riuscirà ad avvicinare.

Alle sue spalle salgono sul podio la francese Romane Miradoli, seconda a 41 centesimi, e l’austriaca Cornelia Huetter, terza a 52 centesimi. Quinta Laura Pirovano a 76 centesimi, settima Elena Curtoni a 77, altro segno di un’Italia profonda, solida, competitiva.