Immensa Federica Brignone. La vittoria nel Super-G di Milano Cortina arriva dopo quasi otto mesi di riabilitazione e fisioterapia alla clinica torinese JMedical, a 315 giorni dall'infortunio choc. L'incidente alla fine della scorsa stagione: agli Assoluti di sci, aveva riportato la frattura scomposta pluriframmentaria del piatto tibiale e della testa del perone della gamba sinistra, oltre alla rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro. Uno stop che sembrava compromettere la carriera.

L'azzurra non si è arresa, era arrivata alle Olimpiadi con una manciata di allenamenti e due sole gare di Coppa all'attivo, il gigante di Plan de Corones concluso al sesto posto e il Super-G di Crans Montana. Quella disputata è la sua quinta Olimpiade. "La corsa per esserci è stata tutt'altro che banale e facile", aveva detto nei giorni scorsi la portabandiera italiana. Nel SuperG ha conquistato un oro storico, il suo primo ad una Olimpiade dopo un argento e un bronzo. Nel suo ricco palmares anche due Coppe del Mondo generali. Nella libera olimpica dell'altro giorno aveva concluso al decimo posto. "Non so cosa dire, solo che è troppo brava", è il primo commento della madre Minna Quario, ex sciatrice, all'arrivo della Olympia delle Tofane. La 36enne, originaria di Milano ma valdostana di adozione in quanto residente a La Salle, è allenata dal fratello Davide.