"La poesia è lo spazio dove posso essere ciò che desidero".

Si legge anche questo verso tra le trenta composizioni che il boss Vincenzo D'Alessandro, 50 anni il prossimo 15 febbraio, ha scritto "viaggiando tra le gabbie di tutta Italia".

Lo scrive il quotidiano Metropolis in edicola.

Nella sua vita avrebbe ordinato per l'Antimafia almeno quattro omicidi, tra cui quello di un politico, commesso centinaia di estorsioni, retto le redini di uno dei clan più feroci della storia della camorra.

Ma il 'padrino' di Castellammare di Stabia, città porta d'accesso della Penisola Sorrentina, è diventato poeta in carcere. Ieri, a pochi giorni dal suo trasferimento dal carcere di Agrigento al regime del 41 bis, la casa editrice «I canti Nulla Die» ha pubblicato una parte dei suoi componimenti scritti da dietro le sbarre. La raccolta si intitola «Se dovessi darti un nome ti chiamerei libertà»