(di Mauretta Capuano)
L'11 febbraio 1996 Amelia Rosselli spiccò il volo lanciandosi dal quinto piano della suo piccolo appartamento tutto legno e libri, in via del Corallo, vicino a Piazza Navona a Roma.
Un suicidio più volte annunciato, avvenuto nello stesso giorno in cui si era suicidata nel 1963 la poetessa Sylvia Plath, da lei immensamente amata.
A trent'anni dalla morte, la grande poetessa italiana del Novecento, di cui il primo a riconoscere il talento poetico fu Pier Paolo Pasolini, resta una voce potente, unica e irraggiungibile, di straordinaria forza ipnotica. Reading poetici, concerti, incontri e un convegno internazionale, dall'11 al 13 febbraio alle Università Sapienza e Roma Tre e al Teatro Palladium di Roma celebrano la sua figura, la sua opera e la sua lingua che Pasolini definì "nata come fuori dal cervello, quasi proiezione fisica di un involucro spirituale razionalmente inesprimibile". Tra le iniziative anche lo spettacolo "Il tuo sorriso m'apparve", organizzato da Ulderico Pesce al Teatro San Michele di Rivello, un borgo medievale in provincia di Potenza, che rientra tra i borghi più belli d'Italia, scelto dalla poetessa per passare i mesi estivi dal 1988 al 1991. Allo spettacolo partecipa la comunità che l'ha conosciuta leggendo i suoi versi da La libellula, Diario Ottuso, in cui Amelia ricostruisce il suo rapporto con Rocco Scotellaro, Cantilena per Rocco, Documento, e narrando aneddoti e ricordi che ha lasciato nel paese.






