VENEZIA - Viene considerato uno dei nuclei pittorici più significativi della storia veneziana. Il Tintoretto lo realizzò a metà del Cinquecento, ma solo adesso si può ammirare nella sua completezza quel particolare racconto della Genesi.
Un'occasione unica visto che per oltre due secoli le opere hanno avuto destini assai diversi e spesso lontani tra di loro. Ieri mattina, infatti, le Gallerie dell'Accademia hanno presentato il percorso "Tintoretto racconta la Genesi. Ricerca, analisi e restauro" che si potrà ammirare fino al prossimo 7 giugno e che testimonia un lungo lavoro di rapporti con altre istituzioni e, soprattutto, un articolato e sorprendente restauro. Un meticoloso recupero, quindi, che ha garantito il giusto peso a queste opere (La creazione degli animali, Il peccato originale e Caino uccide Abele) che sono poi completate da un prestito del tutto straordinario, dicono i curatori, arrivato dagli Uffizi di Firenze (Adamo ed Eva davanti all'eterno).
Il restauro è stato compiuto dal febbraio del 2024 fino al gennaio dell'anno scorso grazie, prevalentemente, al corposo contributo arrivato dal Cincinnati Art Museum che nell'estate scorsa aveva allestito una mostra dedicata proprio al genio creativo di Jacopo Robusti. Ad affiancare il museo di Cincinnati, con i finanziamenti, è stata poi la Foundation for Italian Art & Culture di New York.







