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Quando la scienza entra in cucina e il gusto smette di essere solo una questione di ricette
Nel mondo dell’enogastronomia esiste una zona di confine poco raccontata, dove il cibo smette di essere solo tradizione o tecnica culinaria e diventa terreno di sperimentazione tra scienza, arte e percezione sensoriale, dando vita a episodi che possono apparire bizzarri ma al contempo molto interessanti.
Uno dei casi più noti è l’esperimento svizzero condotto tra il 2018 e il 2019 a Burgdorf, nell’Emmental, dal casaro Beat Wampfler in collaborazione con la Bern University of the Arts: alcune forme di formaggio furono fatte maturare per mesi esposte 24 ore su 24 a stimoli sonori diversi, musica classica, techno, hip-hop, rock, frequenze pure e silenzio assoluto, attraverso trasduttori che trasmettevano vibrazioni direttamente nella pasta.






