Maria Rosaria Boccia, chi era costei? La donna dello scandalo, l’assistente gratuita di Gennaro Sangiuliano al ministero della Cultura, l’eroina pompeiana alla quale si è appesa la sinistra nella speranza di far cadere il governo di Giorgia Meloni.

Un’operazione che contava su una robusta spinta della stampa amica, che ha naturalmente risposto “presente” in coro. Quando, un anno e mezzo fa, sul finire dell’estate Sangiuliano comunicò a Boccia che non le avrebbe fatto il contratto promesso di consulenza per grandi eventi del Collegio Romano e troncò la relazione sentimentale in corso, la donna si scatenò.

Violenze private, scenate, stalking, pedinamenti documentati sui social, finte apparizioni al festival del Cinema, dove il ministro era presente in veste ufficiale, interviste a giornali e televisioni, maldicenze, irruzioni in Parlamento con occhiali scuri che nascondevano microfoni e videocamera. I segni di squilibrio dell’imprenditrice campana, con tanto di finta laurea millantata ed ex marito che la descriveva come un’invasata, «un annodi matrimonio mi è bastato e avanzato», erano stati subito evidenti.

CASO-SANGIULIANO, MARIA ROSARIA BOCCIA: RINVIO A GIUDIZIO PER STALKING E LESIONI