ROMA. Il gup di Roma ha rinviato a giudizio l'imprenditrice Maria Rosaria Boccia, accusata di stalking aggravato, lesioni, interferenze illecite nella vita privata ai danni dell'ex ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano. Contestati anche i reati di diffamazione e false dichiarazioni nel curriculum in relazione all'organizzazione di alcuni eventi.
Il processo è stato fissato al prossimo 6 ottobre. Nel procedimento sono parti civili Sangiuliano, la moglie e l'ex capo di Gabinetto del dicastero, Francesco Gilioli.
Intervista esclusiva a Maria Rosaria Boccia: "Vi dico tutto sul caso Sangiuliano, lui è sotto ricatto"
L’inchiesta
La vicenda è quella che vede Sangiuliano denunciare una lunga persecuzione nel corso di alcuni mesi del 2024. L’inchiesta della Procura di Roma nata dalla denuncia dell’ex ministro ripercorreva 33 episodi di stalking. La donna avanzava «continue richieste di essere portata a conoscenza dei colloqui istituzionali o con il proprio staff» del ministro; si faceva consegnare la «chiave d’oro della città di Pompei» e vessava quasi quotidianamente l'allora ministro arrivando perfino all’umiliante controllo di una seduta al bagno di lui nella quale lo obbligava a tenere la porta aperta.











