Il gup di Roma ha rinviato a giudizio l'imprenditrice Maria Rosaria Boccia, accusata di stalking aggravato, lesioni, interferenze illecite nella vita privata ai danni dell'ex ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano.

Contestati anche i reati di diffamazione e false dichiarazioni nel curriculum in relazione all'organizzazione di alcuni eventi.

Il processo è stato fissato al prossimo 6 ottobre. Nel procedimento sono parti civili Sangiuliano, la moglie e l'ex capo di Gabinetto del dicastero, Francesco Gilioli.

"Certamente la decisione non soddisfa, sia in considerazione di quanto prodotto in udienza che per la celerità in cui il Giudice ha manifestato la propria decisione. Nel corso della discussione si sono sviscerati i punti nevralgici contenuti in un fascicolo di circa diecimila pagine e si auspicava in una più attenta analisi", ha detto Maria Rosaria Boccia dopo la decisione del gup di Roma. "I caratteri essenziali della condotta persecutoria nulla hanno a che fare con quanto documentalmente emerso non solo in udienza ma nell'intera fase di indagine. Stesso discorso per le lesioni, non sono state prese in considerazione le incongruenze emerse con i medici che hanno visitato Sangiuliano il 17 luglio ma pare sia stato considerato un certificato prodotto dopo due mesi dall'evento in netta contrapposizione a dati fattuali. Lo sconcerto è tanto, ma anche la consapevolezza di dimostrare tutto ció in sede dibattimentale", aggiunge.