PORDENONE - «Noi studenti ci troviamo in difficoltà anche a girare per i corridoi, perché c’è una puzza insopportabile in determinate aree della scuola. Siamo preoccupati per il rischio concreto di andare incontro a malattie, stando a contatto con cadaveri di topi putrefatti». A parlare è una studentessa del liceo scientifico Grigoletti di Pordenone: la giovane - che ha voluto mantenere l’anonimato - ha denunciato la presenza di ratti all’interno dell’istituto, dicendosi allarmata per eventuali ricadute sulla salute. L’intervista, andata in onda su Tv 12, sarebbe una delle diverse segnalazioni trapelate dall’interno della scuola.
Le ricostruzioni degli studenti parlano dunque di topi morti nelle aule, escrementi vicino alle macchinette delle merendine e cattivo odore nei corridoi. Nelle scorse ore, l’istituto ha attivato diversi interventi di disinfestazione, ma le segnalazioni non si sarebbero ancora fermate. Gli alunni avrebbero paura di imbattersi nei ratti in giro per la scuola o di eventuali contaminazioni.
Il liceo scientifico è collocato all’interno di un parco e la posizione favorirebbe l’accesso a topolini di campagna.
Ridimensiona la vicenda la dirigente scolastica dell’istituto Ornella Varin, che al Gazzettino ha raccontato come è nata e si è evoluta la “questione-topi”. «Chi parla di numerosi cadaveri di ratti fa dell’umorismo. Prima di Natale - ha spiegato la preside - abbiamo sentito cattivo odore nella zona dell’auditorium B. Noi facciamo derattizzazioni costanti perché siamo in un parco, così ho richiesto l’intervento immediato. È stata una lunga ricerca, perché non sono facili da scovare. È capitato anche a me di vedere degli escrementi. Alla fine è stato trovato un cadaverino di un topolino di campagna, si era infilato dietro al quadro elettrico. Sono dovuti dunque intervenire congiuntamente gli addetti alla derattizzazione e gli elettricisti». A quel punto la dirigente, temendo che ci potessero essere altri animaletti, ha chiesto l’intensificazione dei controlli, con l’aumento delle esche. «Venerdì scorso - ha continuato la preside - abbiamo visto del sangue gocciare dal controsoffitto di un’aula. Anche in questo caso ho richiesto subito l’intervento, ma essendoci il weekend di mezzo è avvenuto lunedì. È stato trovato un altro cadaverino di un piccolo topo, mi dispiace anche che vengano uccisi con le esche, ma ovviamente non possiamo tenerli a scuola. E dal momento che l’odore era ancora molto forte, ci mettono un po’ di tempo a morire, abbiamo chiuso temporaneamente l’aula in questione e quella accanto. Ma questo non rappresenta per gli studenti un grande disagio, dal momento che nella nostra scuola ci sono aule per materia e gli alunni le cambiano a ogni ora. Dunque l’unica differenza sarà che per qualche giorno due aule saranno inagibili, ma i ragazzi potranno usare le altre». La preside ci tiene a specificare che nessuno in realtà si è mai imbattuto in un topo: «Né studenti, né insegnanti hanno mai visto i topolini. Sono stati individuati dagli addetti alla derattizzazione e sono stati rimossi senza che nessuno li potesse vedere. Stiamo parlando di due topini di campagna a distanza di mesi».






