dalla nostra inviata a Cortina
CORTINA D’AMPEZZO (BELLUNO) - Il colpo d’occhio su corso Italia è già indicativo, con un flusso costante davanti alle vetrine, ai tavolini dei bar, di fronte al campanile. Ma le stime di Cortina Marketing riferite ieri da Carla Medri, vicepresidente dell’Associazione Albergatori guidata da Sandra Ruatti, hanno dato un riscontro numerico alle impressioni visive: «Generalmente calcoliamo 5-6.000 presenze sul territorio, con un picco di 50.000 durante il Fashion Weekend. Ma nell’arco delle due settimane di Olimpiadi, fra turisti pernottanti e visitatori giornalieri siamo a quota 100.000». Il record è emerso durante il cocktail dell’accoglienza ampezzana all’Hotel de la Poste, dove il titolare Gherardo Manaigo ha confermato la tendenza: «Siamo contentissimi, si lavora bene, abbiamo l'albergo pieno. Gli amici americani hanno alloggio casa da noi, è quasi una Casa Usa. Dopodiché sono ladino anch'io, per cui siamo fieri di far conoscere al resto del mondo la realtà di Cortina d’Ampezzo, che non è solo glamour e sport, ma è anche una comunità con un’anima e con le sue radici».
Il riferimento dell’albergatore è al senso dell’iniziativa promossa dall’Associazione Albergatori Cortina, impreziosita dalla presenza di Flora Menardi a nome dell'Union de Anpezo, custode delle ricche ed evocative usanze ampezzane, e di Ingrid Siorpaes, tra le quattro artigiane rimaste a praticare l’antica tecnica del Tar-kashi, arte dell’intaglio del legno di origine orientale e diventata col tempo un simbolo della manifattura locale. Su questo sfondo, la Regina delle Dolomiti guarda al futuro. «A partire dall’assegnazione delle Olimpiadi nel 2019 – ha spiegato Medri – abbiamo avuto 94 cantieri tra pubblico e privato. Ovviamente nel conto c’è tutto, dai piccoli lavori di sistemazione di un bagno in una struttura ricettiva, alle ristrutturazioni complessive dei grandi hotel. Per menzionarne alcuni: il Tofana a 5 stelle in località Pocol, l'Ancora in centro che è un 5 stelle lusso, l'Ampezzo in fase di ultimazione, Casa Guargnè che ha riaperto. Nel 2027 ne apriranno degli altri, le cui proprietà hanno investito non con l'obiettivo olimpico, ma del post-Giochi, perché contano sul un rilancio importante della destinazione a livello internazionale, grazie anche all’accelerazione che è stata impressa alla crescita infrastrutturale e alla riorganizzazione dei servizi».












