Grendi non ha nessuna volontà di quotazione, per il momento, ma il gruppo "si struttura come una azienda che guarda alla Borsa". Non c'è la vocazione, sempre per ora, a un'ingresso nel trasporto passeggeri, magari misto con le merci (Ro-Pax), "anche perché oltre alle navi sono diverse anche le rotte tra i due settori". Sì, invece, ad eventuali nuove acquisizioni o a partnership e ad un interesse sull'Adriatico, in particolare sul porto di Brindisi, in tandem con Star di Duferco-Romeo. Infine, l'obiettivo di crescere in termini operativi e di dimensioni aziendali, corredato da un piano di investimenti per 33,5 milioni di euro da qui al 2028, data fatidica, perché segna i 200 anni del gruppo.

Questa la sintesi, fuori dalle cifre, dell'orizzonte del Gruppo Grendi, sede storica a Genova, disegnato dagli amministratori delegati Antonio e Costanzo Musso. Fratello e sorella, che insieme al fratello Eugenio e ai genitori possiedono il forziere che controlla Grendi Holding, la quale a sua volta partecipa nei due rami di attività principali del gruppo, la parte a terra (Marco Antonio Grendi) e quella a mare (Grendi Trasporti Marittimi) più il fronte servizi.

Il fatturato in crescita

Bisogna guardare l'orizzonte con lo sguardo dei Musso, che dopo aver accarezzato una dimensione medio-piccola si è posato su un processo di sviluppo dimensionale notevole, quale fattore di crescita. Un processo che ha portato il gruppo ad incrementare il fatturato consolidato a 158 milioni di euro - la previsione 2025 - con un balzo negli ultimi cinque anni del 175%; il numero dei dipendenti del 43% a 337 addetti (il 16% donne) e ovviamente dei volumi di traffico, nonché di flotta e infrastrutture.