Gli Npl non sono scomparsi, ma oggi si muovono in modo diverso. Il mercato è più frammentato, i portafogli più piccoli ma più performanti, le banche più selettive. In questo scenario, alcuni operatori – tra ristrutturazioni, crisi del debito e calo dei margini – sono usciti di scena o hanno rallentato. DoValue, operatore leader in Sud Europa, dopo una lunga e complicata fase, ha preso una strada diversa: prima si ha acquisito Gardant (con un aumento di capitale), ora ha comprato l’ex startup tedesca coeo e vuole continuare a spingere su diversificazione, tecnologia e nuovi mercati. Una strategia non priva di rischi, ma che ad oggi sta convincendo gli investitori: +100% è il progresso da inizio anno, complice anche l’apertura a un dividendo nel 2026. «Un segnale forte, che riflette la fiducia nella generazione di valore sostenibile e nella solidità del nostro piano - dice la Ceo Manuela Franchi - e c’è spazio per fare ancora meglio».

Come spiega questo andamento del titolo?

Non lo spieghiamo con un solo fattore, ma l’esecuzione del piano ha avuto certo un ruolo fondamentale. Stiamo mantenendo un approccio coerente, con scelte strategiche chiare e una governance disciplinata. L’acquisizione a luglio di coeo (società tedesca attiva nella gestione digitale dei crediti con intelligenza artificiale acquisita per 350 milioni più un earn-out da 40 milioni nel 2028, ndr) ha convinto il mercato. Ci consente di entrare in mercati nuovi, con clienti diversi e tecnologie proprietarie.