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Ultimo aggiornamento: 13:54
Vi ricordate di quando in Italia c’erano tante case automobilistiche indipendenti? Autobianchi, Abarth, Alfa Romeo, eccetera. Piano, piano, sono state tutte assorbite dal gruppo Fiat. Come si dice, “il pesce grosso mangia il piccolo” e non era solo una tendenza italiana; succedeva ovunque in Europa e nel mondo. Ma, alla fine, anche i pesci grossi dell’industria automobilistica si sono accorti che da soli non potevano sopravvivere. A furia di fusioni, anche la Fiat è scomparsa come società indipendente nel 2021, incorporata nel gruppo Stellantis.
Ma le cose continuano ad evolversi e il crollo in borsa di Stellantis di questi giorni ha fatto molto rumore. E non è solo un’oscillazione momentanea: da quando è stata creata, Stellantis è calata dall’8,1% della produzione globale al 6.1% in 2025. È tuttora al quarto posto fra i produttori mondiali, ma se continua così rischia di sparire o essere fagocitata a sua volta.
Cosa sta succedendo? Le interpretazioni si sprecano: colpa dei Verdi, dei Comunisti cinesi, di Greta Thunberg, di Klaus Schwab, degli Gnomi di Zurigo, o di quelli che mettevano il grafene nei vaccini per ammazzarci tutti. Al momento, l’ipotesi più gettonata sembra essere che è colpa delle macchine elettriche. Si dice che c’è stato troppo entusiasmo verso i veicoli elettrici, e ora invece si è scoperto che non le compra nessuno. Quindi, i proponenti sono rimasti, come si suol dire, con la batteria in mano.







