Fonzie stava andando incontro alla sua nuova vita. Il guinzaglio allentato, l’aria curiosa di un cane giovane, l’odore di cose nuove davanti a sé. Prima di raggiungere la casa della famiglia che avrebbe potuto adottarlo, una breve passeggiata: un momento di calma, di conoscenza reciproca, come accade spesso nei preaffidi. Poi, all’improvviso, si è fermato. Ha annusato l’aria, ha fatto qualche passo indietro, ha puntato il muso verso una scarpata coperta di rovi. E ha iniziato ad abbaiare. Un abbaio insistente, ostinato, come se stesse cercando di richiamare l’attenzione su qualcosa che gli esseri umani non vedevano.
“Pensavo di sapere che cosa fosse la sperimentazione animale, ma poi ho adottato il cane Mack”
Erano circa le 13.30 di sabato 7 febbraio lungo una strada secondaria e silenziosa tra Loreto e Porto Recanati, nel Maceratese, in località di Scossicci, quando il fiuto di Fonzie – poco più di un anno, del cane del canile comunale di Osimo Lilly e i Vagabondi – ha intercettato un odore che non avrebbe dovuto essere lì. Come raccontato in esclusiva a La Zampa, quel gesto ha squarciato un silenzio che, molto probabilmente, durava da anni. Se Fonzie non si fosse fermato, se non avesse seguito il suo fiuto, quel luogo degli orrori sarebbe probabilmente rimasto nascosto ancora a lungo.







