CITTA’ DEL VATICANO. «Viviamo circondati da tante parole, ma quante di queste sono vuote. A volte ascoltiamo anche parole sagge, che però non toccano il nostro destino ultimo. La Parola di Dio, invece, viene incontro alla nostra sete di significato, di verità sulla nostra vita. Essa è l'unica Parola sempre nuova: rivelandoci il mistero di Dio è inesauribile, non cessa mai di offrire le sue ricchezze», spiega Leone XIV all'udienza generale. Il Pontefice riflettendo sulla Sacra Scrittura evidenzia che lo scopo della Bibbia è «entrare in rapporto con Dio, rapporto che può essere inteso come una conversazione, un dialogo». Inoltre «tutti i fedeli sono chiamati ad abbeverarsi a questa fonte, anzitutto nella celebrazione dell'Eucaristia e degli altri Sacramenti. L'amore per le Sacre Scritture e la familiarità con esse devono guidare chi svolge il ministero della Parola: vescovi, presbiteri, diaconi, catechisti. Prezioso è il lavoro degli esegeti e di quanti praticano le scienze bibliche; e centrale è il posto della Scrittura per la teologia, che trova nella Parola di Dio il suo fondamento e la sua anima». E «La Chiesa è il luogo proprio della Sacra Scrittura. Sotto l’ispirazione dello Spirito Santo, la Bibbia è nata dal popolo di Dio e al popolo di Dio è destinata. Nella comunità cristiana essa ha, per così dire, il suo habitat. nella vita e nella fede della Chiesa trova infatti lo spazio in cui rivelare il proprio significato e manifestare la propria forza.
Leone XIV: “Siamo circondati da parole vuote e assetati di verità”
All’udienza generale il Papa afferma che «Dio entra in dialogo con noi quando leggiamo la Bibbia». La preghiera mariana per i malati nella Giornata mondiale a …






