Lo smacco della cerimonia inaugurale di Milano-Cortina, in confronto, era acqua fresca: Emmanuel Macron deve incassare un altro colpo basso, decisamente più pesante e grave, destinato a cambiare forse definitivamente gli equilibri dell'Unione europea. A dire no al presidente francese è Berlino, che si oppone alla proposta di Eurobond avanzata dall'Elisea bollandola come "una distrazione".

In una intervista rilasciata contemporaneamente a sette quotidiani europei, Macron ha rilanciato due temi forti: eurobond per difesa e IA e un richiamo netto a un'Europa che agisca da superpotenza. Di fatto, un indizio della sua controffensiva all'attivismo di Friedrich Merz e Giorgia Meloni in vista del summit informale sulla competitività. La geografia delle alleanze in Europa, in questo momento storico, è quanto mai instabile ma poggia su un dato: dalla difesa alle ricette economiche e industriali, l'asse franco-tedesco sta subendo un progressivo sfilacciamento. E a testimoniarlo c'è la replica alla quale si è affidata Berlino sugli eurobond: la proposta "distrae dall'argomento principale, ovvero il problema della produttività".

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