Il cattivo umore diventa incomprensione aperta.
I toni fra Parigi e Berlino sono saliti fino al punto di coinvolgere proprio i leader in un contrasto plateale: con Friedrich Merz che ha messo seriamente in dubbio il proseguimento del progetto del supercaccia franco-tedesco, e l'Eliseo che ha replicato a stretto giro, bollando le sue parole come "incomprensibili". La tensione fra le due capitali ha costretto subito dopo il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul a rilasciare delle dichiarazioni all'agenzia Dpa per riparare i danni: "La Francia è il partner più importate e più stretto della Germania", ha rimarcato, e pur nelle divergenze - il senso del suo intervento - è fondamentale continuare a mantenere il focus "su quanto c'è in comune". Eppure il capo della diplomazia ha personalmente contribuito all'escalation, accusando i francesi di aver investito troppo poco in difesa e incalzandoli con la classica richiesta di fare i "compiti a casa" dopo l'uscita del presidente sugli eurobond, suonata a Berlino come un'ennesima provocazione. Anche su questo fronte tutto europeo, insomma, ci sono stati tempi migliori. A far riesplodere lo scontro le ultime dichiarazioni di Merz sul progetto Fcas (Future Combat Air System) con Francia e Spagna, finito notoriamente su un binario morto: "Abbiamo un vero problema sul profilo dei requisiti.









