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Ultimo aggiornamento: 16:07
Benjamin Netanyahu ha sempre negato di aver ricevuto informazioni dettagliate in merito prima del 7 ottobre 2023, prima cioè del giorno in cui i miliziani di Hamas penetrarono nel sud di Israele e uccisero oltre 1.200 persone. Ora però emergono rivelazioni che gettano un nuovo cono d’ombra sul lavoro svolto dai servizi segreti di Tel Aviv prima dell’attacco: secondo nuovi documenti citati dal quotidiano israeliano Yedioth Ahronoth, il primo ministro era venuto a conoscenza del piano generale di attacco già nell’aprile 2018, quando la direzione dell’intelligence militare israeliana distribuì un report dettagliato ai più alti vertici della sicurezza nazionale.
Il documento, che sarebbe stato in seguito noto nei circoli dell’intelligence come “Mura di Gerico”, descriveva in modo particolareggiato la possibilità di una massiccia offensiva coordinata, con penetrazioni multiple attraverso il confine di Gaza, attacchi a basi militari delle Israel Defense Forces e incursioni in profondità nel territorio dello stato ebraico.
Secondo Yedioth Ahronoth, il 16 aprile 2018 la Divisione di Intelligence Militare distribuì “ai segretari militari di Netanyahu e del ministro della Difesa, al Quartier Generale della Sicurezza Nazionale, ai vertici dello Shin Bet e del Mossad, all’ufficio del Capo di Stato Maggiore e agli uffici di diversi altri alti ufficiali delle Idf”, uno “speciale documento di intelligence redatto da esperti di Hamas di alto livello”.






