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26 GIUGNO 2025

Ultimo aggiornamento: 20:18

“La nostra vittoria apre agli accordi di pace”. Benjamin Netanyahu lo ripete da giorni, in uno slancio di ottimismo che non mostrava dall’inizio della guerra a Gaza. Ma adesso, secondo quanto riportato dal quotidiano israeliano Israel Hayom, dietro a questa nuova postura del primo ministro si nasconde la volontà di realizzare il piano di pace ideato insieme al fedele alleato Donald Trump: un piano che iniziava con gli attacchi all’Iran e si dovrebbe concludere con un’intesa con Hamas su Gaza entro due settimane e l’allargamento degli Accordi di Abramo.

Il progetto di Washington e Tel Aviv, secondo le ricostruzioni, ha preso forma nel corso di una telefonata tra il primo ministro israeliano e il presidente americano poco dopo i primi bombardamenti sui siti nucleari della Repubblica Islamica. Una conversazione che le fonti sentite dal giornale dello Stato ebraico hanno definito “euforica” e nella quale si è parlato del futuro di Gaza come punto di partenza per ridisegnare l’intero Medio Oriente e renderlo un luogo più sicuro per Israele grazie ad alleanze da siglare. Nei colloqui a distanza, ai quali hanno preso parte anche il segretario di Stato Marco Rubio e il ministro israeliano degli Affari Strategici, Ron Dermer, i due leader hanno deciso che è arrivato il momento di mettere fine alla guerra a Gaza. E di farlo entro due settimane.