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Ultimo aggiornamento: 14:03

Marina Berlusconi voterà sì al referendum sulla separazione delle carriere. Poca sorpresa, si dirà: la presidente di Fininvest e Mondadori precisa però che non lo fa “per il cognome” né “per spirito di parte, ma perché è la cosa giusta”. Per la primogenita del Caveliere con questo voto si può – testuale – “spezzare un giogo che soffoca tutti”. “Mio padre ha subìto un’inaccettabile persecuzione giudiziaria – dice in un’intervista al Corriere della Sera -. Ma non ragiono per rivalsa, e il problema non riguarda una sola stagione, né una sola persona. C’è una minoranza di magistrati ideologizzati che continua a fare danni. La giustizia è condizionata da un vergognoso mercato di nomine. Ogni magistrato è libero di avere le sue idee, ci mancherebbe, ma in nessun caso dovrebbe fare carriera con la politica, né fare politica con l’attività giudiziaria”. Per Marina Berlusconi “a questo dovrebbero servire i referendum: a votare sui contenuti, non in base alle appartenenze. Non è una resa dei conti politica, né un voto pro o contro il governo. La separazione delle carriere è necessaria per spezzare un giogo che soffoca tutti, a partire dagli stessi magistrati. E per garantire la vera terzietà dei giudici. Abbiamo un’occasione irripetibile, non lasciamocela scappare”.