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In una lunga intervista al Corriere della sera, la figlia del Cavaliere ha affrontato temi di politica interna ed estera, ribadendo anche il suo giudizio su Trump: “Sono sempre più preoccupata”
Marina Berlusconi, dalle pagine del Corriere della sera, ha reso pubblica la sua intenzione di voto sul referendum: “Voterò Sì. E non per il mio cognome, né per spirito di parte, ma perché è la cosa giusta”. La figlia del Cavaliere, oggi a capo di Mondadori, ha sottolineato questo è lo scopo dei referendum, ossia “a votare sui contenuti, non in base alle appartenenze. Non è una resa dei conti politica, né un voto pro o contro il governo” perché “la separazione delle carriere è necessaria per spezzare un giogo che soffoca tutti, a partire dagli stessi magistrati. E per garantire la vera "terzietà" dei giudici. Abbiamo un’occasione irripetibile, non lasciamocela scappare”.
Il cognome ha un suo peso, Marina Berlusconi non può dimenticare quanto accaduto al padre che “ha subìto un’inaccettabile persecuzione giudiziaria” ma, ha aggiunto, “non ragiono per rivalsa, e il problema non riguarda una sola stagione, né una sola persona”. In Italia, ha proseguito, esiste “una minoranza di magistrati ideologizzati che continua a fare danni. La giustizia è condizionata da un vergognoso mercato di nomine”. Perché il vero problema di questo Paese, ha aggiunto Berlusconi, non sono i magistrati ma “le correnti, che all’interno del Consiglio superiore della magistratura decidono vita e morte di pm e giudici”. Ogni magistrato, ovviamente, “è libero di avere le sue idee, ci mancherebbe, ma in nessun caso dovrebbe fare carriera con la politica, né fare politica con l’attività giudiziaria”.










