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La presidente di Fininvest e del gruppo Mondadori: "Politica e magistratura dovrebbero correre su binari ben distinti: questo si potrà realizzare soltanto con una reale separazione delle carriere"

Quando mancano 14 giorni al referendum sulla giustizia e mentre la guerra in Medio Oriente imperversa, preoccupa e riempie le pagine dei quotidiani il tema della separazione delle carriere rischia di passare in secondo piano. È con questo spirito di preoccupazione che Marina Berlusconi ha scritto una lunga lettera a Repubblica nutrendo il timore che "si rischi di non cogliere la reale portata di un passaggio fondamentale per la vita democratica del nostro Paese".

La figlia dell'ex premier e fondatore di Forza Italia Silvio Berlusconi non usa giri di parole: "Mi riferisco al referendum sulla separazione delle carriere, su cui è doveroso continuare a riflettere pur in un momento drammatico come quello che ahimè stiamo vivendo. Possiamo ancora sperare che il voto del 22-23 marzo si liberi dalle gabbie ideologiche in cui appare sempre più rinchiuso? La giustizia dovrebbe essere un patrimonio comune, non una logora bandiera identitaria da sventolare contro l'avversario politico".