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Ultimo aggiornamento: 13:24
Non vuole dire esplicitamente come voterà ma lo fa capire, Gianfranco Fini, padre nobile della destra e pure un po’ della presidente del Consiglio Giorgia Meloni che volle alla vicepresidenza della Camera a soli 29 anni. L’ex leader di Alleanza Nazionale dirà “sì” al referendum sulla separazione delle carriere che si terrà a marzo. Parlando col Fatto, Fini conferma la sua intenzione e risponde così a chi gli fa notare che per molti anni il suo partito, cioè Alleanza Nazionale, ha bloccato la riforma sulla separazione delle carriere proposta da Silvio Berlusconi: “C’era molto dibattito, sì – spiega Fini – Ma noi dicevamo una cosa precisa: che la separazione delle carriere sarebbe stato il passo successivo alla separazione delle funzioni. Questa poi è stata introdotta nei fatti con la riforma Cartabia del 2021”.
L’ex presidente della Camera inoltre critica le opposizioni e l’Associazione Nazionale Magistrati per la strategia comunicativa in vista del referendum costituzionale: “Ho visto che stanno usando l’argomentazione retorica dei pieni poteri – continua Fini – se così sarà significa che non hanno capito niente di quello che sta succedendo”. Quindi sosterrà la riforma? “Vedo che è intuitivo…”, dice scherzando prima di buttare giù il telefono.







