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10 FEBBRAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 8:09

In un anno segnato dalle crescenti tensioni internazionali con gli Stati Uniti la Cina ha deciso di moltiplicare gli investimenti destinati alla Belt and Road Initiative (BRI, anche nota come Nuova Via della Seta), la strategia commerciale, economica e diplomatica lanciata nel 2013 da Xi Jinping per rinforzare i legami tra la Cina e oltre 150 nazioni, in particolare i paesi del sud globale. Secondo un report recentemente pubblicato dalla Griffith University in Australia e dal Green Finance & Development Center di Pechino, nel corso del 2025 la Repubblica popolare ha dedicato all’iniziativa oltre 128 miliardi di dollari in progetti di costruzione e 85 miliardi di dollari in altri investimenti, rispettivamente un’impennata dell’85% e del 61% rispetto al 2024.

Un boom guidato da una serie di mega-progetti. Tra questi in particolare un accordo per oltre 20 miliardi di dollari con il governo nigeriano al fine di rinnovare i settori strategici del Paese (energetico, minerario, manifatturiero e agricolo) e due progetti di finanziamento per 5 miliardi di dollari in Kazakistan. Il report sottolinea due elementi che in anni recenti hanno marcato una decisa differenza rispetto alla prima fase della BRI: il calo degli investimenti destinati alla costruzione d’infrastrutture nel settore dei trasporti (solo il 6,2% nel 2025) e la tendenza a concentrarsi su progetti a basso rischio economico. In realtà si può dire che negli ultimi anni la BRI ha subito una decisa trasformazione.