Gli investimenti della Cina all’estero nel 2025 hanno messo il turbo ma hanno cambiato direzione: sempre meno Usa ed Europa dell’Est, sempre più Africa e Medio Oriente. I dati arrivano dall’aggiornamento annuale del China cross-border monitor di Rhodium group, il think tank newyorkese che traccia l’andamento delle acquisizioni e degli investimenti greenfield di Pechino all’estero.

Nel 2025 i nuovi progetti avviati dalle aziende cinesi hanno raggiunto i 124 miliardi di dollari, il valore più alto degli ultimi sette anni, con un aumento del 18% rispetto al 2024. Anche gli investimenti completati sono aumentati del 14%, raggiungendo i 73 miliardi di dollari, il livello più alto dal 2019.

Oggi il ministro degli Esteri di Pechino sarà in Ungheria, dove il colosso cinese delle auto elettriche Byd sta costruendo il suo primo stabilimento europeo, che sarà ultimato entro la fine dell’anno. Ma nonostante la Cina continui a puntare su alcuni Paesi dell’Europa dell’Est per i suoi investimenti nel Vecchio continente, e nonostante il comparto automobilistico rappresenti ancora il 13% di tutti i progetti cinesi all’estero, i target di Pechino stanno cambiando. L’interesse delle aziende cinesi, sostengono gli analisti di Rhodium group, si sta spostando dalle economie ad alto reddito a quelle a basso e medio reddito.