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L'80enne nega di essere stato tra i turisti che pagavano per sparare in Bosnia
"Non è vero niente. Non sono nemmeno mai stato a Sarajevo": così ieri davanti ai pm l'80enne che vive in provincia di Pordenone, indagato dalla Procura di Milano e accusato di essere uno dei "cecchini del weekend" in Bosnia negli anni Novanta. G.V., ex camionista, è stato interrogato per oltre un'ora, assistito dall'avvocato Giovanni Menegon. Ha risposto alle domande e ha negato tutto quello che gli veniva contestato.
"Totale estraneità alle accuse", ha sintetizzato il legale ai cronisti dopo l'interrogatorio, mentre l'indagato, inseguito dalle telecamere all'uscita di Palazzo di giustizia, non ha voluto parlare. Anche quando gli è stato chiesto dagli inquirenti se fosse mai andato a Sarajevo, pare che il pensionato abbia risposto di no. Avrebbe solamente ammesso di essere un appassionato di caccia. Intervistato nei giorni scorsi dai quotidiani locali, l'80enne aveva fatto sapere di voler rispondere al procuratore Marcello Viola e al pm Alessandro Gobbis, titolare del fascicolo e che ha delegato le indagini ai carabinieri del Ros, per difendersi e spiegare - invece - che lui in Bosnia ci andava, ma solo per lavoro. In sostanza ha affermato che i suoi racconti sono stati ingigantiti dai testimoni.






