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La Procura di Milano e i "safari umani" nella ex Jugoslavia dal 1992

La caccia ai fantasmi è finita, o forse no. L'intuizione di uno scrittore è diventata un'inchiesta che rischia di riscrivere la storia del conflitto nella ex Jugoslavia e dell'assedio a una Sarajevo rimasta senza acqua, senza luce e senza cibo, costato la vita a 11.541 civili (tra cui 1.601 bambini). La Procura di Milano ha individuato il primo italiano (ma ce ne sarebbero almeno una mezza dozzina ancora vivi) tra gli almeno duecento provenienti da Triveneto, Piemonte o Lombardia che dal 5 aprile 1992 al 29 febbraio 1996 avrebbero sparato sui civili inermi durante l'assedio di Sarajevo. Il pm Alessandro Gobbis lunedì interrogherà un cittadino della provincia di Pordenone, ex autrasportatore 80enne col pallino della caccia, che secondo quanto riferito da una donna a una tv friulana in questi anni si sarebbe vantato di essere tra coloro che su pulmini partiti e tornati in 72 ore attraversavano semi indisturbati i check point in Croazia e in Bosnia.