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Le cicatrici della guerra rivivono nei ricordi dei viaggiatori che hanno visitato i luoghi dove brucia ancora l'antico fuoco delle divisioni etniche
Il fascino della capitale bosniaca, le cicatrici della guerra, i testimoni opposti dell'invisibile confine etnico emergono da impressioni ed emozioni dei partecipanti al primo esperimento di viaggio del Giornale e corso di formazione sul campo per giovani giornalisti.
"Destinazione Sarajevo" viene raccontata in questa pagina attraverso i ricordi e le immagini dei viaggiatori che hanno apprezzato la sfida di un nuovo modo di visitare e scoprire luoghi che sono stati dilaniati dalla guerra, dove il fuoco cova ancora sotto la cenere delle divisioni etniche. "Tutto è cominciato per caso leggendo una storia di Facebook, che parlava di un viaggio con il giornalista Fausto Biloslavo, organizzato da Il Giornale. Così, da Bologna a Vienna, io, da sola, e da lì a Sarajevo, ancora in aereo, sul quale, per fortuna, ho conosciuto Marco, sardo, e due ragazzi di Roma", scrive Orietta Venturi. E poi una volta arrivata al leggendario Holiday Inn di Sarajevo si rompe il ghiaccio: "La prima sera, la cena tutti insieme, a cercare di capire dove mettersi a sedere, a dirsi il proprio nome e da dove venivamo. Per me la magia è cominciata lì".






