Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.

Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.

Un libro a più mani affronta temi ancora tabù tra cui le occupazioni titine della città isontina

La storia è spesso monca di pagine scabrose per motivi di realpolitik o politicamente corretti, che a lungo andare si rivelano un mero tabù. Scheletri negli armadi da tenere sotto chiave. Per questo è doveroso rimettere al loro posto le pagine strappate della tragedia delle foibe e del dramma dell'esodo.

Questo non significa levarne altre o sostituirle, come ci ha abituato l'intellighenzia di sinistra dallo scorso secolo, ma solo aggiungere, con ricerche, documenti e testimonianze l'altra faccia della medaglia, che si voleva nascondere per sempre. Le pagine strappate della storia (SignsBooks in uscita oggi) è un libro a più mani, che alza il velo sulla cappa di silenzio e ostracismo calata sulla dolorosa storia dell'insanguinato confine orientale durante e soprattutto dopo la fine della seconda guerra mondiale.